Introduzione

Il pensiero vaga liberamente nel mare dei ricordi.

Qua e là emergono, con la freschezza originaria, brani di vita nascosti sotto strati di tempo.

Rivivono persone e affetti lontani, momenti dimenticati, emozioni perdute.

Magia della memoria che ci restituisce un mondo spesso ritenuto scomparso e che invece urge per essere salvato.

 

Ricordi d’infanzia:
ricordi del tempo di guerra

Primi anni quaranta: echi di una guerra lontana, sprazzi di ricordi e la memoria di una bambina.

La colazione dei falciatori

È mattina presto. La valle è ancora nell’ombra, ma il sole, che già illumina le vette, sale, poco a poco, dietro le montagne e scende verso i villaggi.

Sono una ragazzina di 9-10 anni, sulle spalle, in una piccola gerla, la colazione per i falciatori, in mano un pentolino, con il caffelatte caldo.

Cammino veloce, verso il prato dove ho appuntamento con il sole.

Un soffice tavolo di fieno, coperto da una tovaglia, accoglie la copiosa colazione: pane, formaggio, salsicce, sanguinacci, ciotole per il caffelatte.

Per tutti una breve pausa al tepore del primo sole.

Noi e loro

I figli dei ‘mossieu’ (signori) e noi: due mondi diversi e lontani, che si scontrano e si attraggono nella semplice facilità dei rapporti tra i bambini.

Loro si affacciano al nostro mondo e, forse inconsapevolmente, ne apprezzano la maggiore libertà; noi ammiriamo del loro tutto quello che non abbiamo, ma timidamente, senza desiderare di diventare come loro.

Le mie prime scarpe

Un’occasione importante: i sabots non sono all’altezza.

Una grave lacuna: non ci sono le scarpe. Come fare?

Ma la cugina, novella sposa, ha un paio di scarpe nuove.

Il problema è risolto!

Le prime volte

A undici anni lascio la mia valle e mi reco in città per proseguire gli studi.

Un mondo sconosciuto, forse vagamente intuito, carico di emozioni nuove e intense.

È l’inizio di un percorso che cambierà la mia vita, ma non altererà l’essenza vera e profonda della mia cultura e della mia anima.

I sabots

Chi ti aspetta tutte le mattine con la bocca aperta?

Così suona un indovinello in patois che mi pare esprimere bene la fedeltà dei sabots.

Per secoli hanno calzato generazioni di ayassins, dai primi incerti passi dei bimbi, agli ultimi traballanti movimenti delle persone anziane.

Unica, economica, confortevole calzatura in grado di attraversare tutte le stagioni.

Ogni tanto l’acqua, o la neve, entrano e bagnano i piedi, ma ci si abitua. Un momento vicino al fuoco e tutto si risolve.

In inverno, sul ghiaccio, si scivola, ma alcuni chiodi sotto il tacco aiutano a tenersi in piedi.

Poi l’abbandono ….

Le scarpe sono più morbide, non entra l’acqua, le suole reggono meglio, inoltre il turismo ha portato dei soldi per cui si possono comprare.

E i sabots?

Rimane il ricordo, tenuto vivo dalla cooperativa Li tzoccolé d’Ayas.

Le nozze di papà

Il giorno del matrimonio è sempre importante, anche se il percorso da Champoluc ad Antagnod sotto la pioggia è lungo e il pranzo di nozze per la famiglia ristretta è frugale!

Eccezionalmente poi c’è anche il viaggio di nozze!

  

I suoni delle campane

Fra i ricordi più vividi e limpidi della mia infanzia c’è il suono delle campane che un tempo scandivano la nostra vita e che ora sono diventate molto più silenziose.

Un grazie caloroso a Giancarlo Moretti e Giuseppe Colucci per l’entusiasmo e la disponibilità con cui hanno suonato le campane di Antagnod per questo video.

Li artificè

Le macchine idrauliche (li artificè) che, sfruttando la forza dell’acqua, sono state nei secoli un grande aiuto, gratuito, ecologico, sicuro, sono ora un ricordo velato di malinconia e di rimpianto.

I disegni sono di Francesco Cornu. Il clip della abatandera (gualchiera) è tratto dalla pagina Facebook di Fara San Martino , curata da Luigi Bucco. Ad entrambi grazie!


Lo tchenévo

Storia lunga quella della canapa (lo tchenévo), che inizia in un campo (lo tchenevé), attraversa varie lavorazioni, dalle nach alla batandera al telé, e termina in un armadio dove, ancora ora, troviamo lenzuola e biancheria prodotti con questo ruvido e robusto tessuto (la richta).

Lo pariolet

Lo sfregamento del piede contro il sabot consuma velocemente le calze.

Il pariolet, con le sue tacche, risolve il problema.

Ricordi delle stagioni

Emozioni, sensazioni profonde e mutevoli rendono lo scorrere, apparentemente sempre uguale, delle stagioni diverso nel tempo e nella vita di ognuno.