Prefazione

ILa signora Alliod Terza Maria, detta Tersilla, era discendente da una famiglia di Antagnod che da più generazioni si occupava, per tradizione, di suonare le campane della chiesa parrocchiale di San Martino di Ayas.

Lo scritto che qui riportiamo fu da lei redatto nel 1993 ed ella racconta sia come suonavano suo padre e suo nonno, sia come ancora si suonava al tempo in cui scrive. Si spiega così perché il suo scritto oscilli tra indicativo e imperfetto, senza un’apparente ragione.

Per facilitare la lettura del testo vi abbiamo apportato piccole modifiche e introdotto una titolazione.

Lo scritto abbonda di termini tecnici in patois e di nomi di luogo, che abbiamo ritenuto corretto e interessante mantenere. Per permetterne la comprensione abbiamo associato a ciascuno di essi un numero, posto ad apice, che rimanda alle note raccolte in questa pagina. Potete lasciarla aperta e tornare al testo (e vicersa) cliccando sulle corrispondenti linguette che compaiono (in genere in alto) nel vostro browser

Le note firmate con [S.R] sono di Silvio Rollandin e sono tratte dal suo commento al testo di Tersilla, pubblicato nel Bollettino Parrocchiale di Ayas, LXIII anno, N. 6-7-8-9 Giugno, Luglio, Agosto, Settembre 2022.

È inoltre possibile ascoltare le suonate descritte da Tersilla; per questo ogni descrizione è seguita dalla lettera S e da un numero, che rinvia alla riga della pagina Sonate e melodie che potete aprire cliccando nel testo sotto al titolo o anche da  qui . Anche questa pagina rimarrà aperta, affiancandosi alle due precedenti (testo e Prefazione e Note). Vi sarà così possibile passare agevolmente dall’una all’altra.


Note

1- Le dieci campane, fatte realizzare dal parroco Dandrès nel 1861, sono qui riportate nell’ordine indicato dal parroco Auguste Clos nella sua pregevole Mémoire de la paroisse d’Ayas del 1889 con il nome attribuito a ciascuna di esse e con il relativo peso.

1- Santa Trinità: kg. 1.240, la campana maggiore (chiamata in patoit la gran )

2 – Santa Maria Immacolata: Kg.720

3 – San Martino: Kg. 480

4 – San Grato: Kg.380

5 – Auxilium Christianorum: Kg.280

6 – Santa Barbara: Kg.180

7 – San Giocondo: KG:140

8 – Sant’Anselmo: Kg100

9 – San Rocco: Kg.80

10 – Sant’Antonio: Kg. 60

Le campane potevano essere suonate a distesa operando con la consueta corda, oppure a martello con una strana pianola fatta di asticelle di legno manovrate dal campanaro, come descritto dal fratello di Tersilla, Giovanni, nel Bollettino Parrocchiale del maggio-luglio 2015.       [S.R.]

2 – trècoudà = carillonner, suonare a carillon. La parola carillon designava originariamente un insieme di campane, collocate su campanili o torri civiche, suonate con battagli esterni alla campana, azionati tramite una tastiera, così da poter eseguire anche brevi brani musicali. Il termine è successivamente passato a indicare anche i brani suonati. Ancora più recentemente ha acquisito anche il significato di scatola musicale: una scatola in legno o metallo capace di riprodurre semplici motivi musicali mediante la vibrazione di sottili lamelle metalliche azionate dai denti di un tamburo cilindrico ruotante, mosso da una molla.

3 – moda (plurale modè) = parola patois dal significato non ben definito, ma il senso in questo contesto è suonata.

4 – pitidè = il carillon delle 6 campane più piccole.

5 – secondè = il carillon delle 8 campane più piccole.

6 – grose = il carillon di tutte e 10 le campane.

7 – non-a = deriva dalla latina ‘ora nona’ che, originariamente, designava la nona ora del giorno a partire dall’alba, quindi grossomodo le nostre 15. Più tardi nel latino ecclesiastico l’ ‘ora nona’ è passata a indicare il mezzogiorno e quindi l’ora a cui si suonava (e si suona ancor oggi in tutta l’Italia) l’Angelus. Fa eccezione la Valle d’Aosta dove, nel 1536, la Chiesa decise di anticipare l’Angelus alle 11:30, in memoria del giuramento di fedeltà alla Chiesa Cattolica e a Casa Savoia che a quell’ora i rappresentanti dell’Assemblea dei tre Stati, riuniti ad Aosta, prestarono il 28 febbraio di quell’anno. Il giuramento fu la risposta al tentativo di Calvino di trasformare la Valle d’Aosta in un cantone protestante svizzero. Pertanto non-a in patois designa le 11:30.

8 – corvées = prestazione d’opera dovuta sotto forma di giornate di lavoro obbligatorie sui terreni o sulle strade della comunità.

9 – Bèrrètta = la zona sulla destra della strada che da Antagnod porta a Lignod, subito dopo la piazzetta con la fontana (piazza dè Mèdé vedi nota 35); da lì si vedeva bene il colle di Joux e lo Zerbion.

10 – Prà S. Martin = il prato a nord est della chiesa di Antagnod, sotto la strada per Barmasc.

11- colpi = rintocchi

12 – Pièbe = la zona sulla sinistra della strada che da Antagnod porta a Lignod, subito dopo la piazzetta con la fontana (piazza dè Mèdé vedi nota 35).

13 – Veret = zona di Antagnod, a valle del ristorante Cadran Solaire.

14 – Piana = la zona che comprende i villaggi da Periasc a Corbet (inclusi).

15 – Tchapellin o oratouèrè dè Pétreutcho = l’edicola funeraria che si trova all’uscita di Antagnod scendendo verso Pilaz o Periasc.

16 – Traversa = la strada che da Antagnod porta a Bisous e Champlan.

17 – prima del 1946 erano tanti

18 – senza interruzione

19 – Crouch du Rònc = croce che era posta in corrispondenza della curva, sotto la seggiovia di Pian Perra, sulla strada da Bisous ad Antagnod.

20 – Djeyénc  = la zona in prossimità del primo tornante della strada che da Antagnod sale a Barmasc, in cui oggi si trova l’impianto di sci Baby per i bambini.

21 Tavòla = la mulattiera che da Pilaz sale ad Antagnod.

22 – Tchapellin dè Tsavat = un’ edicola votiva, nascosta tra le piante, che si incontra salendo dalle ville Rivetti verso Borbey.

23 – oggi la zona è in gran parte bosco.

24 – Mezzapaia = il bosco a monte della cappella dell’Oliva.

25 – sonà lo biéch = si suona la gran intercalata col carillon e ogni otto nan (scampanate) si fa stare la gran dreita (la campana maggiore diritta a calice) per circa tre minuti mentre si suona un canto adatto alla festa, si ripete per 2 o 3 volte. Nell’esempio di biéch che vi proponiamo (S13) i due canti sono Fra Martino e Chantons les combats et la gloire des Saints.

26 – nan = scampanate.

27 – gran dreita = la campana maggiore (gran) in posizione a calice, cioè verticale.

28 – Crouch di Goi  = croce posta a valle della mulattiera che da Antagnod conduce a Barmasc, all’altezza della cappellina che si trova a destra della mulattiera, salendo, oltre il bosco delle ville Rivetti.

29 – passà = letteralmente trapasso, decesso; suono triste delle campane che annunciano il decesso; suona la gran intercalata con la seconda e la quarta, questo inserimento è detto dobià lo glas (cioè raddoppiare il glas, e glas designa il suono della gran).

30 – lévatsion dou cors = accoglienza del defunto: il Parroco si reca alla pousa di mort ad accogliere la bara per accompagnarla in chiesa.

31– modè di mort = campane a morto.

32 – il totale dei minuti non variava, ma cambiava il numero delle modè e ciò consentiva alla gente di capire se si trattava di un uomo o di una donna [S.R.]

33– Poà = Crest, Cuneaz e Mascognaz.

34– Crèhtonèt = località poco dopo l’hotel Miravalle andando da Lignod ad Antagnod.

35 – Mèdé = la piazzetta con fontana entrando in Antagnod, alla destra di chi proviene da Lignod.

36 – i Taieyts = località in corrispondenza della curva, sotto la seggiovia di Pian Perra, sulla strada da Bisous ad Antagnod.

37 – moda dou veladjo = campane a morto del villaggio (Antagnod).

38 – Con l’avvento delle strade carrabili che collegarono le varie frazioni al capoluogo, tutto questo rituale fu sconvolto, poiché il defunto giunge ad Antagnod con il carro funebre o altro mezzo di trasporto e pertanto il Parroco si reca al Pahqué, in centro ad Antagnod, ad accoglierlo. [S.R.]

39 – moda di prérè = moda dei sacerdoti

40 – lo glas = il suono della gran, accompagnata da altre campane, per i morti.

41– mareuillé = campanari e addetti al servizio del cimitero, che nei testi in francese dei documenti che li riguardano venivano denominati marguillers.

42 – si veda il Bollettino Parrocchiale del maggio-novembre 1992 che riporta la deliberazione del Consiglio Comunale del 1790 per l’appalto dei servizi cimiteriali e delle campane ai marguillers per tre anni [S.R.]

43 – Proprio così! Si tratta esattamente di quanto venne stipulato due secoli prima, nel 1753, fra i sindaci dei cantons di Ayas e i mareuillés (campanari) dell’epoca: d’exiger de chaque chef de famille de la présente parroisse d’Ayas ou habitants en icelle….un pain de seigle. La tradizione fu conservata per ben due secoli! [S.R.]

44 – Le rogazioni erano processioni durante le quali si pregava il Signore per le necessità degli uomini (soprattutto per i frutti della terra e per il lavoro) e per ringraziarlo pubblicamente.

45 – su pè lo bohc nér = sale nel bosco nero.

46 – pousa di mort = punto di sosta dove si appoggiava la bara del defunto durante il trasporto dal villaggio alla chiesa.

47 – la gran = la campana maggiore, intitolata alla Santa Trinità.

48 – la seconda = la seconda campana in ordine di grandezza, intitolata a Santa Maria Immacolata.

49 – la terza = la terza campana in ordine di grandezza, intitolata a San Martino.

50 – la quarta = la quarta campana in ordine di grandezza, intitolata a San Grato.

51 – la quinta = la quinta campana in ordine di grandezza, intitolata Auxilium Christianorum

52 – la sesta = la sesta campana in ordine di grandezza, intitolata a Santa Barbara

53 – la Madonna del Grand Retour  = avvenimento importante del 1948 …. DA COMPLETARE