Come e quando si suonavano le campane ad Ayas

prima dell’elettrificazione del campanile

di Tersilla Alliod

Quando non c’erano ancora tanti suoni e frastuoni, i parrocchiani erano più attenti alla voce delle campane e conoscevano da queste gli avvenimenti lieti e tristi del paese.

Il carillon è formato da dieci campane 1. Per trècoudà 2 ci sono tre modè 3: le pitidè 4 S1, con sei campane, le secondè 5 S2, con otto campane, le grósè 6 S3 con dieci. Tutte e tre le modè 3 hanno gli stessi motivi, che si suonavano secondo le occasioni.

I La scuola S5 – Fino verso la fine degli anni ’50 si suonava la chiamata per la scuola alle 9 e alle 14, la campana è la sesta 52.

Le corvées S6 – Per Antagnod quando c’erano le corvées 8 o altri lavori da fare in comunione si suonava la seconda 48. Per le corvées S6 in comunione fra i vari villaggi si suonava la seconda 48 e di riflesso gli altri villaggi suonavano la loro campana.

Spaccare le nuvole S7 – Fino verso la fine degli anni ‘40 si suonava pure per il tempo: nel mese di agosto, quando c’era tanto grano per il pane annuale, se le nuvole dallo Zerbion al colle di Joux si riversavano sul nostro versante (confiérè) era segno di grandine. Per ‘spaccare’ le nuvole si suonavano a distesa la gran 47 e la seconda 48, giorno o notte che fosse (di notte si vedeva il tempo alla luce dei lampi). Quante notti passate a Bèrrètta 9 e al prà St. Martin 10 a vigilare!

Fino alla fine della seconda guerra mondiale, in autunno quando ancora si faceva il pane per tutto l’anno, era usanza che il mareuillé 41 passasse in tutte le famiglie di Ayas che davano un pane nero ( perché? … presumibilmente per detto servizio 43).

Allarme incendio S8 – Se c’era un incendio si davano i ‘colpi’ 11, ma molto affrettati e continui, anche per mezz’ora e più.

Estrema Unzione S9 – Quando il Parroco portava l’Estrema Unzione (lo Gran Méhtrè) si davano quattro volte tre colpi normali della gran 47: così quelli di Antagnod (più vicini) andavano con una candela in chiesa per accompagnare il Santissimo fuori dal villaggio (sino a Pièbe 12 se il Parroco era diretto a Lignod, a Veret 13 se a Piana 14, a Tchapellin dè Pétreutcho 15 se a Pilaz, a prà St. Martin 10 se prendeva per la Traversa 16).

Sabato – Tutti i sabati, all’Angelus delle 11,30 e al crepuscolo, e tutte le vigile dei patroni dei villaggi 17 alle 11,30 trècoudà 2 le secondè 5 S2.

Domeniche normali

All’Angelus del mattino alle 5,30 suonare la seconda 48 S13 e trècoudà 2 le secondè 5 S2. Un’ora prima della Messa cantata suonare la gran 47 a distesa 18 S10. La prima, seconda e terza domenica del mese dopo la gran 47 suonare anche la seconda 48; alle 13 trècoudà 2 le secondè 5 S2 per i vespri; la sera all’Angelus ancora le secondè 5 S2.

Processioni

Alla partenza e al ritorno di tutte le processioni si suonavano sempre le secondè 5 S2.

Per St. Marc (25 aprile) a Bisous passando dalla Crouch du Ronc 19.

Nelle processioni per le rogazioni 44, che seguivano questi percorsi:

la 1a passando da Pilaz: S. Messa a Mascognaz e ritorno dalla Traversa 16; dopo il 1946 invece che a Mascognaz si andava a Bisous, passando da Djeyénc 20: S. Messa a Bisous, poi discesa a Magnéchoulaz e ritorno dalla strada di Tavòla 21.

la 2a passando da Magnéchoulaz, Periasc, Piana 14: S.Messa a Pracharbon e ritorno da Lignod;

la 3a passando dal Tchapellin dè Tsavat 22 in mezzo ai campi e prati 23 di Antagnod, Lignod e Borbey: Santa Messa a Barmasc, ritorno dai Goi, Mezzapaia 24, Cappella dell’Oliva e cimitero per il Libera me.

Per la processione a Lignod, che si teneva tutte le domeniche di maggio prima della Messa cantata, tranne che nell’ultima domenica per la chiusura del mese in cui si faceva dopo i Vespri portando la statua della Madonna. In tutte le processioni andando trècoudà 2 le grósè 6 S3  e tornando in Chiesa sonà lo biech 25 S14.

La processione a Barmasc si faceva il giorno della S.Croce, se era necessario, per chiedere tempo favorevole per la campagna, e dopo, la ristrutturazione della cappella, il giorno della festa, passando alla Crouch di Goi 28.

Nelle processioni attorno al villaggio, nei giorni del Corpus Domini e del Sacro Cuore, si suona il biech 25 S14.

Feste solenni

Alla vigilia – ore 11 suonare la gran 47 a distesa poi trécoudà 2 le tré modè 3 S19. Alla fine di queste si suona la gran 47 intercalata col carillon delle grósè 6 e ogni otto nan 26 si fa stare la gran dreita 27 per circa tre minuti mentre si trécoudà 2 un canto adatto alla festa. Si ripete per due o tre volte. Questo si chiama sonà lo biech 25 S14.

Alle 13,30 si suona di nuovo le tré modè 3 S17 e lo biech 25 S14; la sera all’Angelus, per i vespri, si fa la stessa cosa.

Il giorno della festa: Angelus del mattino, la gran 47 è trécoudà 2 le grósè 6 S18; un’ora prima della Messa cantata, la gran 47 e trécoudà 2 le grósè 6 S18; all’uscita della Messa cantata suonare la gran 47 S10; alle 13,30 per i vespri trécoudà 2 le grósè 6 S3.

La notte di Natale alle 23 sonà la gran 47 e trécoudà 2 le grósè 6 S18.

Giovedì Santo e Sabato Santo si suona la gran 47 S10 al Gloria.

Venerdì Santo il campanile tace (ora anche al Sabato Santo).

Alla vigilia di S. Martino, patrono della parrocchia, e alla vigilia dell’Assunta, patrona di Antagnod, prima di trécoudà 2 le tré modè 3 S17 e di sonà lo biech 25 S14 si suonavano a distesa tutte le dieci campane, con l’aiuto di volontari, chi in piedi, chi in ginocchio, chi seduto per terra.

La gran 47 a distesa S10 si suonava pure all’arrivo del Vescovo in visita pastorale, dei neo sacerdoti, del Vescovo Père Obert, all’arrivo ed alla partenza della Madonna del Grand Retour e in altre grandi occasioni.

Lo glas 40

[Quando la morte sopraggiungeva nelle prime ore del mattino, il funerale era fissato per il giorno dopo, se invece sopravveniva nel pomeriggio, lo si faceva due giorni dopo. da Ayas, Editions Societé Guides Champoluc-Ayas, 1968, vol I, pag. 168]

Al mattino della vigilia del funerale, se il defunto aveva già ricevuto la prima Comunione, si annunciava il decesso suonando la passà 29 S11 per 5 minuti; se il defunto era un uomo la si concludeva con 6 colpi ben distanziati.

Quando c’erano ancora le confraternite, dopo la passà 29 si suonava la quinta 51 S12 se la defunta apparteneva alle Figlie di Maria, la seconda 48 S13 se il defunto era membro della confraternita del Santissimo Sacramento. Era il modo di informare le consorelle e i confratelli, che il giorno seguente si sarebbero recati in processione col Parroco a fare la lévatsion dou cors 30 indossando la loro divisa. Nei primi tempi i confratelli del Santissimo Sacramento portavano saio e cappuccio bianco, le consorelle saio e velo bianco; più tardi, sia gli uomini che le donne, solo un nastro bianco con medaglia. Le figlie di Maria portavano invece un velo di tulle bianco.

Nel pomeriggio, quando l’ombra ha attraversato l’Evançon su pè lo bohc nér 45, si suonano le modè di mort 31: tré modè 3 di due minuti ciascuna S15, come la passà 29 S11, se il defunto è un uomo, se invece è una donna due modè 3 di tre minuti 32 S16.

Al funerale si suonava lo glas 40 già all’arrivo del defunto ad Antagnod: dalla Piana 14, Periasc, Pilaz, Champoluc, Poà 33 e St.Jacques il defunto arriva all’oratouèrè dè Pétreutcho 15; da Lignod passando per Crèhtonèt 34 alla piazza di Mèdé 35; da Bisous e dalla Traversa, passava per i Taieyts 36 e davanti alla Grotta di Lourdes per fermarsi poco dopo alla pousa di mort 46; da Mandrou passando per Djeyénc 20 raggiungeva la Croce del prà St. Martin 10. Quando il corteo era arrivato, le campane cessavano di suonare e riprendevano quando il Parroco partiva dalla chiesa per la lévatsion dou cors 30. Quando il defunto era del villaggio di Antagnod si suona per cinque minuti (come la passà 29 S11), un quarto d’ora prima del funerale (è la moda du veladjo 37) e poi di nuovo quando il Parroco si recava in casa del defunto. Poi si suona di nuovo dopo la Messa fino alla fine della tumulazione 38.


Per i bambini, che non hanno ancora ricevuto prima Comunione, al mattino invece della passà 29 e al pomeriggio invece delle modè 3 si trècoudano 2 le pitidè 4 S1, intercalate col canto petit Jésus. Si suona nello stesso modo il giorno del funerale, quando il bambino arriva in chiesa per le Lodi, e poi accompagnandolo al cimitero.

La vigilia della Commemorazione dei Defunti si suona alle 17 la moda di prérè 39 suonando il glas 40 solo con quattro campane, poi dalle 18 alle 22 il glas 40 con tutte le campane.

Il giorno della Commemorazione dei Defunti si riprendeva a suonare il glas 40 al mattino dalle quattro fino all’ora dell’Angelus. Se durante l’anno si facevano dei servizi solenni per i defunti si suonava la passà 29 S11 la vigilia, dopo l’Angelus della sera.


Il mareuillé 41 oltre a suonare le campane e fare le fosse doveva anche pulire e lucidare la vasca dell’acqua benedetta del Battistero, per il Sabato Santo, tagliare l’erba del cimitero perché, essendoci meno fiori, le tombe erano tutte zolla.

Quando non c’erano ancora tanti suoni e frastuoni i parrocchiani erano più attenti alla voce delle campane e conoscevano da queste li avvenimenti lieti e tristi del paese.

Ben vengano le nuove iniziative per mantenere in auge questo patrimonio sonoro, ma è lodevole anche mantenere il più possibile le melodie campanarie dei nostri antenati.

Si è descritto nei particolari come sono state mantenute nei tempi le antiche norme 42, datate dal lontano 1790-1862 fino al 1961, anno che ha segnato la fine della mansione del mareuillé 41. Da allora alcune norme sono cadute, altre hanno cambiato interpretazione, altre ancora sono ancora in uso alla soglia del 2000.


Ayas, Aprile 1993.

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Riprodotto, con piccole modifiche per facilitare la comprensione, da Frammenti di storia locale n. 35 a cura di Silvio Rollandin, in Bollettino Parrocchiale di Ayas, LXIII anno, N. 6-7-8-9 Giugno, Luglio, Agosto, Settembre 2022