Le trame delle memorie: il respiro di una comunità

Introduzione

I filmati raccolti nei capitoli precedenti raccontano molti aspetti della cultura materiale di Ayas nella prima metà del XX secolo, ma accennano appena, o lasciano in ombra, altri aspetti, come l’evolversi delle sue istituzioni (la chiesa, le consorterie, …), la tipologia delle sue costruzioni e la sua arte.

Seguendo l’esempio di Rita e Francesco, abbiamo pensato di raccogliere frammenti di queste memorie, quando ci si presentano. Questo capitolo conserva quanto abbiamo sino ad ora rinvenuto, senza alcuna pretesa di sistematicità.

 

LA CHIESA D’AYAS


La storia della chiesa d’Ayas, non solo come luogo di culto, ma come centro gravitazionale attorno al quale si è costruita la coesione della comunità. 
La memoria non è infatti un libro riposto in uno scaffale, ma una geografia viva. È scritta nel profilo del campanile d’Antagnod, che domina la valle, un faro che per generazioni non ha solo indicato il cielo, ma ha chiamato a raccolta gli uomini, trasformando un insieme di individui in un’unica voce.


LE CONSORTERIE

Le consorterie sono associazioni pluri-secolari di cittadini che ancora oggi posseggono e gestiscono in comune alpeggi, boschi e pascoli.  
Vorremmo portarvi dentro di esse, là dove il concetto di ‘mio’ sfuma in quello di ‘nostro’, una lezione di custodia dei beni comuni che oggi, nel silenzio dei pascoli sempre più abbandonati, dovrebbe parlarci più forte che mai.

ARTE E ARCHITETTURA

     

Le case e i rascard, coi loro ‘funghi’, sono monumenti all’intelligenza collettiva, che ha scoperto come proteggere la vita e il raccolto nell’ambiente duro della montagna. 

Gli altari dorati delle chiese e delle cappelle, e i dipinti sui muri, sono pagine di un libro aperto: in una comunità di contadini, mercanti e migranti l’arte raccontava il ritorno, la protezione divina e l’orgoglio di appartenenza. 



VIE
E MERCANTI

 

Le vicende delle vie di comunicazione che passavano per Ayas e dei mercanti che vi abitavano, smentiscono l’immagine di una valle chiusa, e ci rivelano una comunità capace di tessere relazioni economiche e culturali con l’esterno.